Cronaca dall'estero 3
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UN ASSEGNO DA UN MILIARDO DI LIRE
Finalmente abbiamo trovato una casa tutta nostra a Pavia, dopo un paio di mesi di ospitalità da amici e connazionali. Una casa bella e sottoranea. Era la parte sotterranea di una villetta carina, ma a noi andava benissimo, anzi eravamo molto felici.
E' normale che la posta arrivi ancora per qualche tempo per gli inquilini che hanno appena lascaita l'appartamento, ma questa posta arrivata oggi era davvero importante. Molto importante. Era persino segnato sulla busta con la scritta in rosso stampatello MOLTO IMPORTANTE e c'era anche un termine di scadenza.
Abbiamo deciso di aprire, non prima di aver dibattuto su tutti gli aspetti morali e legali del nostro gesto.
Una volta aperta la busta accoci di fronte ad un assegno firmato di 1,000,000,000 di Lire per Sig. XYZ. Ovvio, secondo noi, che possiamo anche incassare noi quel check e risolvere una buona parte dei nostri problemi, ma l'idea non ci passa nemmeno per l'anticamera del cervello. Semmai si impone in termini di sicurezza per il beneficiario.
Cioè, come evitare che qualcun'altro incassi, visto che noi non vogliamo rubare la fortuna di questa persona? Come chiedere alla signora proprietria della casa se ha notizie di questo signore, senza destare sospetti e senza farle vedere che abbiamo tanti soldi da consegnare a lui?
Insomma, prima che scada il termine per incassare come consegnare di persona l'assegno?!! Non ricordo da dove abbiamo iniziato, forse l'elenco telefonico, ma nel girno di pochi giorni sapevamo dove abitava e dove lavorava la sua signora. Non trovando mai lui e con l'avvicinarsi del termine optiamo di rivolgerci alla sua moglio, che andiamo a trovarla sul posto di lavoro. Un negozio di abigliamento.
Dopo aver spiegato le cose, ma non tutto, la Signora ci invita a casa sua e ci presenta il suo marito e ci prepara un tè.
Il signore Iraniano e sua meglio Italiana ci hanno ringraziato molto e avevano una faccia da guarda che bravi ragazzi, ma hanno anche tentato di spiegarci che era del Telemarket, una società che .... La cosa non significava nulla per noi se non, appunto, una società che regala soldi.
Alla fine e anche grazie al nostro rifuito di entrare in dettaglio affare che ormai sono di gestioni familiari, visto che noi il nostro dovere di salvaguardare la loro fortuna l'abbiamo fatto, i signori ci congedono e ci chiedono di passare ogni tanto per un tè.
Abbiamo visto per anni la signora che lavorava una delle vie principali di Pavia. Quando mi viene in mente ammiro la nostra profonda onestà e ingenuità. La cosa che rimpiango è l'ingenuità, l'onesta credo di averne conservato qualcosa.
1 comments:
Non male, carino il tuo racconto
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